Prevenire l'Allontanamento nell'Autismo e Bisogni Speciali
- 26 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 23 feb
Non è dispetto, è comunicazione
L'allontanamento o fuga si verifica quando una persona lascia un'area sicura e sorvegliata senza permesso o senza consapevolezza del pericolo. Sebbene la maggior parte della ricerca si sia concentrata sull'autismo, comportamenti simili si osservano anche in individui con disabilità intellettive, sindrome di Down, ADHD, lesioni cerebrali traumatiche e demenza. Famiglie, scuole e programmi comunitari devono affrontare la duplice necessità di rispettare l'autonomia personale scongiurando al contempo possibili tragedie. L'ansia e la vigilanza costanti possono influire sulla qualità della vita familiare e limitare la partecipazione alla vita di comunità, mentre restrizioni troppo rigide possono ostacolare la crescita, l'indipendenza e lo sviluppo sociale dell'individuo.
L'allontanamento/fuga raramente accade "dal nulla".
I tempi e le circostanze sono estremamente soggettivi, ma alcuni schemi e fattori di rischio sono ben documentati:
𝐂𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐈𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐨𝐮𝐭𝐢𝐧𝐞 𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥'𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞: transizioni inaspettate possono sopraffare un cervello che fa affidamento sulla prevedibilità per la sicurezza e la regolazione emotiva. Quando qualcosa cambia bruscamente - un insegnante supplente o un cambio di direzione dell'ultimo minuto - la risposta allo stress della persona si eleva. L'allontanamento diventa quindi una risposta di "fuga" volta a ripristinare il controllo o a trovare un ambiente più calmo e prevedibile;
𝐁𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐈𝐧𝐬𝐨𝐝𝐝𝐢𝐬𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 (𝐅𝐚𝐦𝐞, 𝐒𝐞𝐭𝐞, 𝐁𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐅𝐢𝐬𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢, 𝐒𝐭𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞𝐳𝐳𝐚): l'allontanamento può essere una forma di auto-tutela quando un bisogno biologico di base non riceve risposta o non viene compreso, a volte nemmeno dalla persona che sente di avere quel bisogno ma non sa dargli un nome e significato;
Esempio: in caso di privazione del sonno, si può assistere a un vagare notturno nel tentativo di trovare un luogo confortevole o un conforto sensoriale (coperte ponderate, pavimenti freschi);
𝐅𝐫𝐮𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐮𝐭𝐚 𝐚 𝐋𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐂𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭à 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞: quando mancano le parole, parla il movimento. Bambini e adulti che non riescono ad articolare facilmente disagio, desideri o confusione possono "comunicare con i piedi";
Esempio: allontanarsi durante compiti non graditi perché non si riesce a spiegare pienamente un senso di disagio e mancanza di motivazione (compiti a casa, faccende domestiche);
𝐒𝐭𝐢𝐦𝐨𝐥𝐢 𝐒𝐞𝐧𝐬𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐒𝐨𝐩𝐫𝐚𝐟𝐟𝐚𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 (𝐒𝐮𝐨𝐧𝐢 𝐅𝐨𝐫𝐭𝐢, 𝐋𝐮𝐜𝐢 𝐁𝐫𝐢𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐅𝐨𝐥𝐥𝐚): molte persone con autismo sperimentano iper o ipo-sensibilità. Una sirena improvvisa, lo sfarfallio di una luce fluorescente o un tessuto che prude possono risultare intollerabili, scatenando una risposta di fuga;
𝐎𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐨 𝐋𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐭𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞: talvolta l'allontanamento accade perché si è fortemente motivati a raggiungere determinati stimoli. Questa motivazione è guidata dall'interesse verso input sensoriali (es. i trampolini offrono input vestibolare; il traffico e i treni offrono movimento prevedibile e suoni ritmici);
𝐌𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à 𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢 𝐋𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢: una struttura quotidiana poco definita nelle sue attività ed impegni, può contribuire significativamente alla fuga, specialmente in persone curiose o tendenti all'ansietà. Quando la supervisione è meno presente o i confini non sono chiari — come porte aperte, aree esterne non recintate o durante i cambi di turno del personale insegnante — la probabilità di allontanamento aumenta.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐀𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐥'𝐀𝐥𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨
Una prevenzione efficace si basa su tre pilastri: la messa in sicurezza dell'ambiente, la comunicazione funzionale e la regolazione emotiva. Ecco una guida per passare da un monitoraggio reattivo a una prevenzione proattiva:
𝟏. 𝐈𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐀𝐧𝐭𝐞𝐜𝐞𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢: cerca di individuare esattamente cosa precede ogni episodio. Chiediti: cosa stava accadendo un istante prima dell'allontanamento? Stava scappando da un ambiente rumoroso, cercava un oggetto preferito, aveva fame o è stato detto un non non accettato? Una transizione o un cambio di routine ha scatenato il disagio?;
𝟐. 𝐀𝐛𝐛𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚 𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐅𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐒𝐜𝐚𝐭𝐞𝐧𝐚𝐧𝐭𝐞: una volta noti i fattori scatenanti, bisogna trovare una soluzione specifica:
Sovraccarico sensoriale? Offri un kit sensoriale portatile (cuffie antirumore, fidget toys, tappetini ponderati) ai primi segni di disagio;
Spinta all'evasione? Insegna a richiedere "aiuto", "pausa" o "gioco" tramite immagini (PECS), lingua dei segni o dispositivi di comunicazione aumentativa;
Obiettivo specifico (es. raggiungere l'acqua o il parco giochi)? Pianifica brevi transizioni supervisionate verso l'acqua o il parco in modo che la motivazione sia soddisfatta in sicurezza;
𝟑. 𝐒𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞: un ambiente sicuro va oltre il bloccare porte e finestre; richiede un approccio olistico. È inoltre fondamentale istruire tutti i caregiver e i familiari su ciò che funziona meglio per la persona, creando un piano condiviso di supervisione e risposta alle emergenze;
𝟒. 𝐒𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐞: prova a inserire attività motorie e sensoriali nella routine quotidiana, come una pausa di cinque minuti sul trampolino ogni ora. Questo aiuta a soddisfare il bisogno di movimento, riducendo il desiderio di scappare e promuovendo l'autoregolazione durante il giorno.
In conclusione, l'allontanamento è un 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 e non un atto di sfida, spesso guidato da bisogni sensoriali, emotivi o funzionali. Sviluppare un piano efficace richiede innanzitutto la comprensione delle ragioni sottostanti. Affrontando queste motivazioni, possiamo trasformare una potenziale crisi in una sfida gestibile, che dia priorità sia alla sicurezza che all'autonomia. Ricorda: ogni persona è meravigliosamente unica, ed è essenziale adattare 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐚 𝐜𝐢ò 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐢 𝐡𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐥𝐨/𝐚 𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐬è 𝐞𝐝 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚.
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